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CHIP APPLE M1, SI O NO?

Col debutto dei Mac nuovi con M1, la tentazione è senz’altro forte per molti utenti. Comprare o non comprare? C’è chi ha già deciso di buttarsi nelle offerte dei Mac ricondizionati con M1 e chi va in cerca di rassicurazioni e consigli. In questo articolo aiuteremo gli indecisi a capire se il salto può essere o no una buona soluzione per loro.

Vale la pena passare da Windows a Mac con M1?

Windows e MacOS sono due ambienti che presentano parecchie differenze. Bisogna quindi avere volontà di fare il passaggio, poi capire le proprie necessità, cercare informazioni ed opinioni legate ad esse, infine decidere se vale la pena procedere oppure no.

Se, però, si è obbligati a fare il passaggio da Windows a Mac, per motivi di lavoro o perché si è ricevuto in regalo un MacBook ricondizionato di Karmatech, è necessario ascoltare alcuni consigli da chi ha già effettuato la migrazione.

Per abituarsi alla nuova interfaccia grafica e al nuovo ambiente di lavoro, basteranno pochi giorni: le differenze tra i due sistemi operativi sono molte, ma non così insormontabili da richiedere mesi di adattamento. E probabilmente, dopo le prime settimane inizierete anche ad amare il vostro MacBook usato o nuovo che sia.

In generale si può dire che a livello di prestazioni per tipologia di computer finora presenti, i Mac con M1, offrono prestazioni superiori alle controparti dotate di tecnologia Intel o AMD, anche a confronto dei precedenti Mac. Dunque, una vera risposta nel merito è ancora più difficile da dare senza ricadere in un consiglio di parte. Quello che posso dire è che chi ha una buona propensione al cambiamento potrà trovare in MacOS una piattaforma florida e ricca di software ottimamente realizzati, ma chi sa di aver bisogno di qualcosa che è esclusiva di Windows è bene che trovi e analizzi le alternative di MacOS prima di buttarsi.

Si possono usare applicazioni di produttività?

La risposta è sì. Le app di quella che un tempo si chiamava iWork (Pages, Numbers, Keynote) sono già native e lo sono anche quelle di Microsoft Office, anche se attualmente in beta pubblica. Volendo usare le vecchie versioni Intel è comunque possibile grazie all'interprete Rosetta 2 presente in MacOS Big Sur.

E le applicazioni di grafica?

La risposta è sì, ma dipende. Chi si affida a Pixelmator Pro o alla suite Affinity gioverà del supporto nativo fin da subito, mentre con Adobe bisogna affidarsi ancora prevalentemente alle versioni Intel tramite Rosetta, sebbene sia disponibile una versione Beta di Photoshop per Apple Silicon e stia arrivando anche Lightroom.

Per sviluppare app, web app, siti web e giochi?

La forza delle web app è proprio nel poter essere indipendenti dalle piattaforme, cui invece si legano le applicazioni tradizionali, e i Mac con M1 sono già più che pronti per gestirne lo sviluppo. Certo non tutti gli editor di codice sono già nativi ma c'è ad esempio Panic Nova e anche VSCode, già disponibile per ARM dalla sezione Insider del sito Microsoft. Molti altri girano comunque bene nelle loro vecchie versioni Intel. Già disponibili e correttamente funzionanti anche vari client MySQL.

Per quanto riguarda i giochi, chi sviluppa solo per le piattaforme Apple non ha di che aspettare, anzi, deve considerare il passaggio. Sulle compilazioni Xcode si segnalano tempi parecchio ridotti e c’è anche il vantaggio di poter provare la propria app nel simulatore con prestazioni analoghe a quelle che si avrebbero sugli iDevice. Le app JAVA, ad esempio, non avranno bisogno di ricompilazione ma la JVM attualmente gira sotto Rosetta 2, anche se con prestazioni molto valide. Basta verificare che il proprio IDE preferito sia già pronto per Apple Silicon o giri adeguatamente sotto Rosetta 2 ma se si sviluppa per altre piattaforme forse è meglio non avere fretta.

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